Eutekne.info - Imprese italiane verso i nuovi standard di certificazione

Entro il 2018 il passaggio dovrà essere completato. Lloyd’s Register Quality Assurance: «Accompagneremo le aziende in questa transizione»

I segnali degli ultimi mesi, come l’aumento della produzione industriale fatto registrare ad agosto, “lasciano ben sperare” nell’ottica di un rilancio dell’economia dell’Italia che, pur nelle difficoltà prodotte dagli ultimi anni di crisi, “rimane un global player in tanti settori, dal food&beverage all’hi-tech e i beni di lusso”. A tracciare il quadro, moderatamente positivo, è Sebastian Buca, Vicepresidente Global Corporate Accounts Inspection di Lloyd’s Register, l’organismo internazionale che tra i suoi servizi si occupa anche di verifiche e certificazioni aziendali che, la scorsa settimana, ha premiato i suoi migliori clienti italiani per il 2016.

Una cerimonia tenutasi presso la sede dell’ambasciata britannica a Roma (Villa Wolkonsky) e aperta dai saluti del neo Ambasciatore (la nomina è arrivata solo 3 mesi fa), Jill Morris. È stata proprio quest’ultima a consegnare il premio ai rappresentanti delle imprese clienti Lloyd’s Register, il cui obiettivo primario, nel breve periodo, sarà quello di “accompagnare le imprese nella transizione ai nuovi standard internazionali”. Così Jamie Thompson, Global Sales Director LRQA - Lloyd’s Register Quality Assurance - che ricorda come la scadenza per l’adeguamento ai nuovi standard sia “fissata per Settembre 2018” e che, ad oggi, “solo il 5% delle imprese ha realizzato questo processo”.

Ma l’attenzione delle aziende italiane al rispetto degli standard rimane elevata. Il nostro Paese, infatti, è il secondo al mondo (dopo la Cina) per numero di aziende certificate, segno che c’è ancora molta attenzione verso la qualità dei servizi, dei prodotti e la relativa gestione dei processi, con una accrescente attenzione al rispetto della sicurezza e salute dei lavoratori e dell’ambiente.

È il caso, ad esempio, di Astaldi, impresa di costruzioni che, spiega Massimiliano Arces, “ha messo al centro temi come energia e sostenibilità”, o di GE Oil&Gas (Nuovo Pignone) che, sottolinea Salvatore Grillo, ha “avviato da tempo una proficua collaborazione con Lloyd’s Register” per “sostenere lo sviluppo di una cultura della qualità’ all’interno dell’azienda””.

Stesso discorso per Tenaris che, conferma Renato Zanetti, “sta già completando il passaggio al nuovo standard ISO 9001:2015 (in materia di Quality Management, ndr) in tutti i suoi impianti”. L’azienda produttrice di tubi in acciaio e servizi affini per il settore petrolifero ed altri settori industriali, fa parte di quel 5% di imprese che hanno già realizzato la transizione ai nuovi standard, proprio come Serco spa, azienda di servizi informatici ed aerospaziali che, sottolinea Francesca Balducci, “con il nuovo chief executive ha assorbito nuovi valori, diffondendoli in tutte le filiali europee”.

Il rispetto degli standard e la collaborazione con Lloyd’s Register permettono anche la continua innovazione dei processi, in materia di certificazione e non solo. Con Wartsila Italia, ad esempio, spiegano Andrea Bochicchio e Stefano Furlan, è stato varato uno modello di governance alternativo, con il passaggio ad un “sistema di quality assurance esteso anche alla catena dei fornitori”. Questo consente di “ridurre tempi morti e sprechi, e di spostare il focus del personale solo sulla gestione aziendale”.

Con Octo Telematics, ricorda Antonio Mauro, i vantaggi sono arrivati dalla proposizione di “un unico stream per due diversi schemi di certificazione” (qualità e sicurezza delle informazioni, ndr). Mentre per Bridgestone Europe, rappresentata alla cerimonia da Andrea Colussi e Gabriele Squarcialupi, i principali cambiamenti si vedranno in materia di “risk management”, attraverso l’implementazione di processi focalizzati su “qualità, ricerca, sviluppo e sicurezza”.

In una parola, la cosiddetta “Industria 4.0”, con tutto ciò che ne consegue in termini di digitalizzazione interna, e investimenti nel big data management e lo sviluppo di modelli organizzativi mirati alla gestione e minimizzazione dei rischi, che offre opportunità a cui solo ora le imprese si stanno affacciando. Una strada obbligata che passa dal rispetto dei più avanzati standard internazionali di certificazione e che potrebbe consentire alle imprese italiane di superare l’incertezza prodotta dall’attuale congiuntura economica.

Savino GALLO, giornalista per il giornale Eutekne.it

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